In un’intervista rilasciata a GQ, Massimiliano Allegri affronta diversi temi: tra questi i giovani calciatori, Mario Balotelli e l’eleganza. Al tecnico del Milan viene attribuito un miracolo visto che in tre anni ha rifondato completamente l’organico ed è una delle due società in Italia a chiudere il 2012 col bilancio in attivo. Il merito dell’allenatore livornese sta soprattutto nell’aver lanciato un blocco di giovani italiani di valore che ora sono stabilmente nel giro della Nazionale, e di essere sempre entrato nella top 3 italiana.

Ma la situazione calcistica attuale è complicata: ”Ci sono troppi soldi oggi. Con il mio primo contratto prendevo 500 mila lire al mese. Come fai a tenere la testa sulle spalle se ti danno decine di migliaia di euro a diciott’anni?”. Uno dei suoi ‘vizi’ principali resta il famoso pane e nutella degli atleti, un comportamento ben distante da quello dei ragazzi di oggi: ”Non ci crederete ma non ho mai fumato una sigaretta, non mi sono mai drogato. Niente di niente, in vita mia. Gli atleti non fumano. ‘Sti’ ragazzi oggi, invece, fumano tutti”.

Il tecnico ripone grande fiducia in Balotelli (foto by InfoPhoto): ”Quando mi hanno detto che c’era la possibilità di prenderlo, ovviamente ho detto di sì. Subito. Noi con Balotelli abbiamo guadagnato due cose importanti. A parte che può diventare uno dei più forti al mondo – e questo sarà l’anno in cui lo dimostrerà – prima di lui non avevamo nessuno che batteva le punizioni. Poi trasforma i rigori. Poi gli faccio anche battere i corner. È il più bravo che abbiamo”.

Allegri si diverte anche a parlare di eleganza: ”Gli allenatori che si presentano a bordo campo con la tuta li multerei: stai rappresentando la società, non puoi metterti la tuta”. Non parlategli, però, di etichetta di sex symbol: ”Io non ci penso. Certo, per me la bellezza e l’eleganza sono importanti; anche la bellezza e l’eleganza femminili sono importanti. Se vedo una donna con le mani poco curate… ma ti pare? È con le mani che ti toccano”. Infine una piccola autocritica in merito al fatto che non è molto celebrato dai media che trovano sempre qualcosa da dire su di lui: ”È colpa mia. Sono un po’ timido, forse. Non sono bravo a comunicare con i media, evidentemente, Ma questa è una cosa che voglio cambiare”.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook

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