Le parole sono importanti, a volte rivelatrici, e quelle pronunciate da Massimiliano Allegri (foto by InfoPhoto) in conferenza stampa hanno un solo significato: l’addio al Milan al termine della presente stagione. Rileggiamo la sua risposta al collega che gli chiedeva del possibile cambio in panchina:

Sono sereno, non parlo più del mio futuro. Diventerebbe un tormentone e non ha senso, anche perché verrebbero coinvolte altre società e altri allenatori. Ne parleremo a fine stagione, prima con il Milan e poi con voi”.

Quali “altre società e altri allenatori” dovrebbero venir coinvolti, se Allegri fosse convinto di dover rispettare il suo contratto in scadenza nel giugno 2014? Evidentemente nessuna. Per glissare sarebbe bastata la prima parte della risposta (“Sono sereno, del mio futuro non parlo adesso”); quel riferimento, involontario o meno, al coinvolgimento diretto di altri club e altri tecnici cambia tutto il senso della frase. Che diventa qualcosa del genere… Non posso dire di essere già d’accordo con un altro club, perché la stagione non è finita e il club in questione ha ancora degli obiettivi da perseguire con il suo attuale allenatore.

Il club in questione è ovviamente la Roma, ancora in corsa per un posto in Europa League, avversario del Milan in campionato nel prossimo weekend e in finale di Coppa Italia. Non è ancora tempo di parlarne apertamente, non con un terzo posto ancora da raggiungere, ma la strada è tracciata. Ed è in qualche modo buffo che il tecnico livornese si sia tradito proprio nel giorno in cui Piersilvio Berlusconi, come la sorellastra prima di lui, aveva benedetto il suo lavoro. Troppo tardi.