L’abbiamo fatta grossa” scrive Massimiliano Allegri in uno dei suoi cinguettii più ironici e condivisi sul social network Twitter al termine di un’impresa già consegnata alla storia come quella di riportare la Juventus sul tetto d’Europa insieme ad altri club magniloquenti del calibro di Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona, riportando altresì i bianconeri in finale di Champions League dopo 12 lunghi anni, per l’ottava volta nella storia juventina. E alla fine è lui l’artefice di questo successo, a lui si deve il processo di maturazione di una squadra che ha compiuto il passo successivo nel suo percorso di crescita, innalzando di un livello significativo la qualità della Juventus, da nazionale a internazionale, nel passaggio del testimone tra lui e Conte. Ed è Allegri che rilascia le prime dichiarazioni ai microfoni Mediaset nel dopo partita: “Abbiamo meritato questa finale. Non era facile dopo il primo tempo ma siamo stati tranquilli“. È la proverbiale calma dei forti, ovvero la consapevolezza della propria forza.

Poi Allegri ha voluto spendere parole importanti per Morata, l’eroe della serata, lui che non ama parlare quasi mai dei singoli e sempre del collettivo: “Morata sta diventando un giocatore importante. Sta crescendo. Al Real con tanti campioni davanti giocava poco. Da noi è partito dalla panchina è sta crescendo molto. Può diventare un campione“. Inevitabile qualche considerazione sul sogno del triplete e sulla prestazione in generale: “Triplete? No, non lo penso. Penso alla finale di Coppa Italia. Nell’intervallo ai ragazzi ho chiesto di giocare meglio. E così è stato. Aver raggiunto la finale è un risultato straordinario visto da dove siamo partiti. E soprattutto dopo aver eliminato il Real Madrid che è una delle tre squadre più forti d’Europa. Meraviglioso. Pensare che ci sono capitate anche occasioni per segnare il secondo gol. Il Real è una squadra formidabile, soprattutto quando ha quelle folate che travolgono tutti. Noi siamo stati bravi a resistere“.

E ora appuntamento fissato per il 6 giugno a Berlino con il Barcellona e i suoi campioni. “Neymar, Messi e Suarez? È una partita secca. Con due sarebbe più difficile. Sfida unica. Io poi con il Barcellona sono abituato a giocarci. L’ho affrontato otto volte in tre anni. Dovremo essere bravi. Ma adesso pensiamo alla Coppa Italia“. E in conclusione una frecciatina a Conte e ai detrattori del calcio italiano: “Cosa pensa Conte? Non so cosa pensi –  quasi a voler dire che non sono affari che lo riguardano. Nella sofferenza e nella difficoltà questo gruppo si è esaltato. Anche quando abbiamo giocato meno bene, vedi Monaco, abbiamo fatto qualcosa. È la vittoria del calcio italiano che noi snobbiamo spesso. Ma da noi ci sono giovani bravi, non siamo da buttare via. Se si lavorasse meglio nelle infrastrutture negli anni arriverebbero risultati migliori senza stravolgere le nostre caratteristiche“.