Nessuno, molto probabilmente, qualche mese fa avrebbe immaginato che sulla panchina della Juventus non ci sarebbe stato più Antonio Conte. E nessuno, a maggior ragione, avrebbe pensato all’ingaggio di Massimiliano Allegri: un uomo che fino a gennaio era sulla panchina del Milan, l’acerrima nemica, e che in molti reputano qualitativamente sotto il Conte bianconero. Eppur, bisogna ammettere che Allegri ha avuto un grande coraggio.

Coraggio perché è difficile prendere il posto che è stato prima capitano e poi allenatore della Juventus, che ha vinto tutto e che rappresenta la juventinità. Coraggio perché si scontrerà con la grinta e lo spirito combattivo del suo precedessore; coraggio perché, da questa situazione, solo lui potrà tirare fuori la Juventus. Certo, Allegri è già stato contestato e ha già portato un po’ della sua “sfiga” con l’infortunio di Morata. Ma non dimentichiamoci che ha vinto uno Scudetto (stagione 2010-2011), una Supercoppa Italiana (2011) ed una panchina d’Oro. Non è uno sprovveduto, in Europa ha fatto quello che poteva con il Milan (battendo, tra le altre cose, anche il Barcellona), è stato scelto dalla società e ha dimostrato di avere il coraggio di metterci la faccia.

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