Okay, il gol di Muntari, che nella trasposizione livornese diventava qualcosa come “i go’ di Muntari”. Ma non solo. Il campo di battaglia dove Massimiliano Allegri, all’epoca allenatore del Milan, e la Juventus, all’epoca nemico numero uno dei Diavolo, si sono scontrati è ampio e pieno di crateri, a testimonianza di quante bombe vi siano cadute. E mentre Allegri, come ormai pare certo, si appresta a diventare il successore di Antonio Conte, è buffo ricordare qualcuna delle torpedini dialettiche che i nuovi amanti amavano scagliarsi addosso fino a un paio di stagioni fa.

7 febbraio 2012, dopo la squalifica rimediata da Ibrahimovic contro il Napoli:

Non so cosa hanno creato le dichiarazioni di Marotta, so solo che io e il Milan abbiamo uno stile diverso

19 febbraio 2012, dopo la convalida di un gol a Chiellini contro il Parma:

Per fortuna il gol di Chiellini è stato convalidato, altrimenti saremmo andati avanti tutta la settimana a sentire la messa. Bisogna smetterla con le polemiche

24 febbraio 2012, dopo che Marotta aveva criticato Allegri per le dichiarazioni sulla rete di Chiellini, e prima di Milan-Juventus:

Rispondere a Conte? Meglio di no, altrimenti arriva qualcuno a dirmi di non guardare in casa altrui…

28 febbraio 2012, alla consegna della Panchina d’Oro:

Marotta? Da oggi in poi chiederò a lui il permesso di parlare in carta bollata. Buffon? Giochiamo ogni tre giorni e capita spesso di doversi rimangiare quello che si era appena detto. Meglio stare zitti

31 marzo 2012, dopo Catania-Milan 1-1:

Il gol-fantasma di Robinho è difficile da vedere, ma è gol. Non è questione dell’arbitro, è questione che tanta gente parla quando dovrebbe stare solo zitta. Qualcuno, e mi riferisco a Marotta, ha dichiarato di volere dei vantaggi; noi abbiamo subito episodi sfavorevoli in cinque partite, compreso il gol di Muntari che vale per tutto il campionato. Noi non facciamo mai polemica, ma poi gli altri tornano a parlare degli arbitri e a questo punto lo faccio anche io

A queste bordate andrebbero aggiunte anche quelle di Andrea Pirlo verso Allegri (“E’ stato il motivo per cui me ne sono andato dal Milan“) e viceversa (“Anche lui voleva andarsene, e guardate che in nazionale gioca dove volevo farlo giocare io…“), ma diventerebbe troppo lunga.

Non male, nevvero? Ma, d’altra parte, l’alternativa più credibile ad Allegri era Roberto Mancini, nemico giurato di Luciano Moggi, l’anti-Juve per eccellenza ai tempi di Fabio Capello. E, a pensarci bene, anche lo stesso Capello, solo qualche mese prima di firmare coi bianconeri, era indicato come uno degli avversari più spietati di Madama. Insomma, c’è stato anche di peggio, suvvia. E in fondo basterà mantenere la Juventus in alto per trasformare le comprensibili alzate di sopracciglio di oggi in invocazioni di domani.