A poche ore dalla gara più importante della sua breve carriera – stasera la sua EA7 proverà a riportare il titolo a Milano dopo 18 anni contro la nemesi Siena – Alessandro Gentile ha ricevuto la chiamata dello zio Sam. Nel draft NBA di questa notte, infatti, il capitano biancorosso è stato scelto al secondo giro, con la 53esima pick, da Minnesota, e quindi girato agli Houston Rockets dell’ex gm milanese Gianluca Pascucci in cambio di un milione di dollari. Il figlio del grande Nando trasvola l’Atlantico? Certo, lo si sapeva, è un predestinato. Ma non è affatto detto che decida di farlo subito. Tutt’altro.

Essere chiamati al secondo giro, infatti, non equivale a diventare un giocatore NBA. Ad Alessandro Gentile verrebbe offerto un contratto non garantito, o solo parzialmente garantito; il che significa che Gentile potrebbe essere tagliato entro gennaio (o addirittura entro la fine del training camp) senza ricevere un soldo, o ricevendone solo una piccola parte. Sicuramente, molti meno dei 700mila euro che attualmente percepisce dal signor Armani, e moltissimi in meno di quelli che potrebbe percepire al CSKA Mosca e al Panathinaikos, pronti a fare carte false per assicurarsene le prestazioni.

Peraltro, anche l’agente del giocatore, Riccardo Sbezzi (una specie di Mino Raiola del basket) è stato chiaro a questo proposito. Insomma, è più che probabile che Gentile decida di aspettare ancora un anno da questa parte dell’Oceano, prima di raggiungere i paesani Belinelli, Gallinari, Bargnani e Datome: una grande stagione, soprattutto in Eurolega, potrebbe portarlo in America nel 2015 con tutt’altre prospettive, sia economiche che sportive.

Ma ci sarà tempo per parlarne. Ora nella sua testa c’è solo gara-7.