Alberto Malesani, dal calcio al vino. L’allenatore, ex Chievo Verona ed Hellas Verona, è stato intervistato da Corriere Tv per commentare il derby scaligero, in calendario nella prossima giornata di campionato, e raccontare un po’ di sé.

L’inviato del Corriere ha raggiunto Malesani nei suoi possedimenti terrieri alle porte di Verona, dove ha aperto una cantina insieme alle sue figlie.

Trattori, erba, terra viti e poi c’è Malesani, capelli arruffati e barba incolta, un look come al solito molto lontano dal proptotipo dell’allenatore moderno, che ormai ‘no giacca e cravatta? no panchina’.

Per me questa cantina è stata un po’ la realizzazione di un sogno“, racconta “Nel momento in cui il calcio mi ha dimenticato ho deciso di dare una mano alle mie figlie“.

Malesani, così come nota il giornalista, non si limita a regalare la sua immagine alla cantina. No. Il mister, smessa la tuta da allenatore, indossa ora quella di contadino. Zappa, pianta, pota. “A me la campagna piace“, commenta.

Mia figlia si occupa del lato amministrativo, i conti. Quello che io odio“, racconta e poi con molta autoironia “sono passato dal campo di calcio a quello agricolo. Nel momento in cui mi hanno tolto, per motivi che ancora non conosco, il terreno di gioco ho deciso di dedicarmi alle vigne“.

Il tecnico in attesa di panchina va a snocciolare i tipi di vini che la sua cantina offre. Basta 3-4-3 (uno dei suoi marchi di fabbrica al tempo di Chievo Fiorentina e Fiorentina) largo a Valpolicella e Amarone che è “un punto di arrivo. Come vincere la Champions. E quest’anno ce l’abbiamo fatta“.

Malesani si può consolare. D’altronde anche uno dei suoi colleghi più celebri era noto per la sua passione per i vigneti. Un certo Nils Liedholm.

IL PARMA

Poi si passa alla girandola di ricordi. Quindici anni fa l’anno di grazia del club crociato che, con Malesani alla guida, riuscì a conquistare tre titoli in cento giorni.

Era una squadra fantastica che se arricchita di altri due-tre calciatori di grande livello avrebbe potuto vincere ancora tanto“.

IL DERBY

Malesani è stato uno dei costruttori del miracolo Chievo Verona, essendo stato allenatore dei clivensi dal 1987 al 1997: “All’epoca mi occupavo di tutto, dall’allenamento alla campagna abbonamenti. Ero praticamente un manager”.

Successivamente, dopo le esperienze con Parma e Fiorentina, il ritorno a Verona, stavolta sponda Hellas, panchina occupata per un biennio.

Per i veronesi l’Hellas è una religione. Ha ragione Tim Parks (scrittore e tifoso scaligero, ndr)”. Malesasni è noto anche per i suoi eccessi in sala stampa (indimenticabile la sfuriata ai tempi del Panathinaikos) e le esultanze sfrenate. “Nei miei comportamenti c’è la verità popolare, la verità semplice, la verità da bar”. E allora cin, cin, mister Malesani.