Questa sera, allo stadio di Elbasan, 35 km da Tirana, il calcio intersecherà la politica in un match ad altissima tensione, Albania-Serbia.

Serbia-Albania, drone in campo: il video

Sulla partita aleggiano gli scontri scoppiati nella gara d’andata, quando, durante la partita, un drone con la bandiera della grande Albania (che comprende anche il Kosovo) atterrò sul terreno di gioco.

Immaginate una scintilla in una stanza chiusa e satura di gas. Ecco. L’episodio diede il via a tafferugli in campo e sugli spalti, riproponendo per l’ennesima volta l’antica rivalità fra il popolo serbo e quello albanese, dal 1389 afflitti da un odio insonne che gravita intorno alla contesa del Kosovo.

Il drone fu telecomandato dal 33enne Ismail Morina, arrestato dalla polizia albanese insieme ai tre che lo accompagnarono nella trasferta di Belgrado. I quattro furono trovati in possesso di armi da fuoco e 36 biglietti della partita.

Come se non bastassero le tensioni politiche, l’incontro risulta decisivo per l’accesso agli Europei di Francia 2016 (con una vittoria gli uomini di De Biasi farebbero un salto importante verso la qualificazione, ospiti quasi fuori dai giochi).

Il premier albanese Edi Rama ha fatto visita al quartier generale della Nazionale. ‘E’ in gioco l’immagine del Paese’, le parole di Rama.

Il servizio d’ordine è affidato a 1500 agenti. La federcalcio serba ha minacciato di non scendere in campo se non saranno garantiti elevati standard di sicurezza.

L’inizio non è stato dei più promettenti: il pullman della nazionale serba è stato accolto da una fitta sassaiola. Vetri infranti, ma nessun calciatore ferito. L’incidente, secondo quanto riferito da Savo Milosevic, vicepresidente della federcalcio, è avvenuto nel tragitto tra l’aeroporto e l’hotel.

Con queste premesse, la presenza di 70 studenti serbi (unici tifosi ospiti presenti) che fanno parte di un pgramma culturale bilaterale tra i due paesi difficilmente riuscirà a stemperare la tensione.