Mentre la questione-allenatore appartiene oramai al genere letterario che fu di Eugene Ionesco e Samuel Beckett, il Milan si premura di celebrare il primo colpaccio di mercato, con la firma per i prossimi tre anni di Michael Agazzi (foto by InfoPhoto) - una vita a difendere l’onore di corazzate come Triestina, Foggia, Cagliari e Chievo, e ora in rossonero per il solo merito di aver stimolato l’olfatto da parametro zero di Adriano Galliani. Irrorando la celebre massima secondo la quale le disgrazie non vengono mai da sole, il tesseramento di Agazzi arriva il giorno dopo un altro duplice movimento: il rinnovo di Abbiati e la conferma di Gabriel.

Dunque, se l’abaco non mi inganna, la terna di portieri 2014-2015 è già pronta: si riparte dal solito titolare, inaffidabile da almeno tre stagioni e più vecchio di un anno (l’anagrafe dice 37); dal solito terzo portiere, che nelle poche occasioni in cui è stato chiamato alle armi ha fatto rimpiangere sia il primo che il secondo e le cui prospettive non sembrano oltrepassare quelle dei vari Grimi, Tabaré Viudez e Felipe Mattioni; e con il 30enne Agazzi Michael al posto del 32enne Amelia Marco a scaldare la panchina, in attesa che Abbiati si squarci un polpaccio con una rimessa dal fondo.

Oh, sia chiaro, la notizia non può certo sorprendere, dal momento che l’affare era andato virtualmente in porto da almeno sei mesi. In compenso è assolutamente in grado di inquietare a più non posso, se non altro per l’enfasi con cui il club ha dato l’annuncio su Twitter. Manco si trattasse dell’acquisto di Leo Messi, della futura gestazione di una vergine o di un esclusivissimo brunch a Casa Milan in compagnia del figlio di La Russa.