Il Milan aveva il Balotelli italiano, ora ha anche il Balotelli marocchino“. Questo il biglietto da visita che Adel Taarabt, neoacquisto del Milan, ha deciso di consegnare a giornalisti e tifosi nel corso della sua conferenza stampa di presentazione. Un paragone più scherzoso che arrogante, poiché fondato non tanto sulle sue qualità tecniche (che comunque non mancano) quanto su quel caratteraccio che ne ha condizionato fino a questo momento la carriera. Designato sin da subito come talento purissimo e protagonista di una grande stagione nel 2010-2011, Taarabt si è poi perso nei bassifondi del calcio inglese, a quanto pare, anche e soprattutto a causa delle sue bizze.

Tutti dicono che ho talento e che avrei già dovuto essere in un grande club da tempo. Qualche anno fa potevo andare al PSG, ma Briatore (patron del QPR all’epoca) non volle cedermi. Ora sono al Milan, ho la fiducia di Galliani e di Seedorf, spero sia l’occasione giusta. Non credo di avere un carattere difficile, forse è il calcio che fa fatica ad accettare le persone schiette. Non sono cattivo, mi piace ridere e scherzare, ma forse talvolta è stato interpretato male qualche mio atteggiamento. Avrei dovuto tenere per me certe cose. Rapporto con Balotelli? Ci siamo già incontrati in Inghilterra, approfondirò la sua conoscenza. Io sarò amico di tutti, comunque ora il Milan ha anche il Balotelli marocchino

Taarabt sarà impiegato prevalentemente sull’out sinistro, quello al momento di competenza di Robinho. L’obiettivo è quello di convincere il Milan a investire a fine stagione quei 6 milioni necessari a riscattarlo dal QPR. Non sarà facile, ma l’assenza prolungata di El Shaarawy (non lo si vedrà fino ad aprile) e l’abulia del brasiliano dovrebbero facilitargli il compito.