Duro sfogo di Emmanuel Adebayor su Facebook. L’attaccante del Tottenham ha attaccato la sua famiglia, spiegando i motivi che lo hanno portato a chiedere, ed ottenere, un permesso per rientrare in Togo lo scorso dicembre e le ragioni dei momenti di appannamento vissuti in una stagione magra di soddisfazioni (per lui solo 17 presenze con 2 gol).

La famiglia Adebayor penserebbe esclusivamente a come accaparrarsi i beni di Emmanuel, tacciato, nonostante tutto, di essere un ingrato. Questo, in estrema sintesi, il pensiero del calciatore togolese.

Adebayor cita diversi episodi. “Su mio fratello Peter non posso dire nulla. Che la sua anima riposi in pace. Seppi della sua malattia quando ero in Ghana. Guidai come un forsennato fino in Togo per stargli vicino, ma quando arrivai, incontrai solo mia madre che mi disse solo di tirar fuori dei soldi e che tutto si sarebbe risolto“.

Dio solo sa quanto sborsai quel giorno. Nonostante tutto mi sono sentito dare dell’ingrato“, continua Adebayor, che per cercare di ricostituire un rapporto pacifico con la sua famiglia, decise di organizzare una riunione. Era il 2005.

Ma l’incontro si risolse in nuove richieste: “Mi fu chiesto di acquistare una casa per ognuno e di dare a ciascuno un mese del mio stipendio“.

Un duro colpo quando Adebayor acquistò una casa a East Lagon, in Ghana, per 1,2 milioni di dollari. “Dissi a mia sorella Yabo ed al mio fratellastro Daniel che potevano andare ad abitarci. Un giorno arrivai lì e trovai tante macchine parcheggiate. Scoprii così che Yabo aveva affittato la villa, che conta 155 stanze, ed aveva cacciato Daniel. Chiesi spiegazioni a lei e mia madre, ma mi sono sentito urlare offese“.

Ma non finisce qui. Altro capitolo riguarda il fratello Rotimi, che Adebayor, ai tempi del Monaco, aveva fatto entrare in una accademia calcistica francese. “Tempo pochi mesi ed aveva rubato i cellulari di 21 dei 27 compagni di squadra“.

Adebayor ha raccontato di aver dato dei soldi al fratello Kola per aprire una impresa “Gliene ho dati tantissimi. Ma dov’è quella azienda? Va a dire in giro che il responsabile della morte di Peter sono io e quando giocavo al Real Madrid spedì una lettera al club chiedendo il mio licenziamento. Quando morì nostro fratello gli inviaii altri soldi per permettere il suo ritorno in Togo, ma alla sepoltura non si è visto“.

La mia famiglia pensa già a quando non ci sarò più” prosegue Adebayor “Io sono ancora vivo, ma loro sanno già come dividersi le mie proprietà“.

“A mia madre ho dato dei soldi perché mettesse su una fabbrica di biscotti, gli ho anche dato il permesso di sfruttare la mia immagine per venderne di più. Cosa altro può fare un figlio per la propria madre?” si chiede Adebayor, che ha scritto di aver voluto raccontare tutto perché tante famiglie africane possano trarre insegnamento da quanto gli è capitato.