Altra conferenza ufficiale, dal verdetto già scritto: la candidatura per Roma 2024 non sarà presentata. Giovanni Malagò sventola bandiera bianca.

IL NO DELLA RAGGI

Il sindaco di Roma Virginia Raggi aveva spiegato il suo sdegnoso no alle Olimpiadi: “È da irresponsabili dire sì a questa candidatura. Ci viene chiesto di assumere altri debiti per i romani e per tutti gli italiani. Noi non ce la sentiamo. Non siamo contro lo sport, il nostro programma dà importanza all’attività sportiva. Ma siamo contro all’Olimpiade del mattone. A questa diciamo no. I costi delle Olimpiadi precedenti presentano sempre uno sforamento dei costi. Le Olimpiadi sono una sorta di assegno in bianco che firmano i Paesi ospitanti. Un affare per le lobby, non per le città. Ci ricordiamo dei Mondiali di Italia ’90. Abbiamo finito di pagare il mutuo nel 2015. Questi sono i tempi. Il mutuo delle Olimpiadi di Torino lo stiamo ancora pagando”.

PASSO INDIETRO

Il Presidente del Coni Malagò fa sapere che non c’è più nulla da fare in conferenza: “Oggi dobbiamo fare chiarezza, dobbiamo parecchie risposte. Ho scritto al CIO una lettera nella quale interrompiamo il percorso per la candidatura a Roma 2024. Forse molti non lo sanno ma gli interlocutori sono i comitati olimpici. Coerentemente ho sostenuto che servivano tre gambe per sostenere questa candidatura ma una di queste, secondo me e secondo la stragrande maggioranza degli italiani, è venuta a mancare per motivi demagogici”.

IL PRECEDENTE

“Interrompere il progetto olimpico a undici mesi dall’assegnazione non è un record storico – continua Malagò -. C’è un precedente analogo e triste. È quello di Vancouver, che lasciò il 4 aprile del 1974, sei mesi prima dell’assegnazione. Vancouver, dopo quell’errore, ha dovuto aspettare trent’anni per ospitare le Olimpiadi. Credo che abbiano pagato un pesante prezzo per quella scellerata decisione. Io che sono il responsabile dello sport italiano, ho il dovere di tutelare l’immagine del nostro mondo: per la prima volta nella nostra storia, all’unanimità, si era deciso di supportare questa candidatura. Non era mai successo. Devo cercare di far tornare credibile a livello internazionale, credibile il nostro sistema sportivo. Per questo, ho deciso di candidare Milano per la sessione CIO del 2019. Dovremo cancellare le ferite create dalla demagogia”.