A fine stagione, quando scadrà il suo contratto, Christian Abbiati (foto by InfoPhoto) potrebbe smettere con il Milan e, di conseguenza, con il calcio giocato. Non ci sarà un altro club nella sua vita, come ha confermato lo stesso portiere rossonero nella conferenza stampa odierna, anche perché in estate la carta d’identità reciterà 37 anni: d’accordo che i portieri hanno spesso una carriera più lunga rispetto ai loro colleghi di movimento, ma i sempre più frequenti infortuni, anche a match iniziato, suggeriscono che per Abbiati la terza età calcistica è giunta già da un pezzo.

Lunedì sera sono stato male, ho vomitato nell’intervallo. Normale, considerando l’età, che ci sia qualche acciacco, capita anche ai giovani… Un altro anno qui? Io sono a disposizione, non è detto che Abbiati debba fare il titolare fino alla fine. Chiaro che se il Milan dice basta, allora Abbiati dice basta: al 90%, se non firmo con il Milan smetto di giocare

Dopo l’ottima annata 2010-2011, probabilmente la migliore in carriera, Abbiati ha conosciuto un paio di stagioni molto difficili, sia a livello di tenuta fisica che di prestazioni, e quest’anno non sta procedendo meglio. Se parlassimo di un centrocampista o di un attaccante, saremmo relativamente certi che non ci sarebbe alcun rinnovo in vista. Ma quello di portiere è un ruolo particolare, soprattutto nel Milan: con Gabriel che infila un disastro dopo l’altro e Amelia destinato a partire, probabilmente già a gennaio, è improbabile che il Milan voglia disfarsi immediatamente del “portiere con più presenze della sua storia”. Come ha suggerito lo stesso Abbiati, è più facile che gli venga proposto un altro anno di contratto per far da chioccia al futuro titolare. Che difficilmente sarà Gabriel, visto quel che sta combinando: nel mirino c’è sempre Mattia Perin del Genoa. La benedizione di Abbiati (“quest’anno mi sta piacendo molto”) è già arrivata.